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La lettera di Ellie: "Just a little Observation"

"Questa lettera è stata scritta da una studentessa americana di scuola media, Ellie, che frequenta un istituto che sta coltivando il Growth Mindset o "Mentalità di Crescita" attraverso lo sviluppo professionale del corpo docenti e dello staff, le lezioni Brainology e altre attività in-loco.

Ellie racconta con intelligenza e consapevolezza il proprio viaggio verso il Growth Mindset: ragiona su cosa significa cambiare la propria mentalità e ci regala uno scorcio di quello che succede nella testa di una ragazza assolutamente straordinaria."

"Volevo semplicemente condividere quello che è successo recentemente nella mia vita scolastica.

Nelle lezioni di Scienze-Salute e Benessere, e in molte altre lezioni non ho sentito parlare d’altro che di mentalità di crescita, mentalità di crescita e mentalità di crescita.

In realtà non ho mai davvero pensato. “Wow, posso superare questa cosa con la mia mentalità di crescita”.

Nelle lezioni di Scienze-Salute e Benessere penso sempre che nella mia vita io non abbia bisogno di una "mentalità di crescita" per cavarmela.

Voglio dire, vabbeh, qualche volta prendo un votaccio, e potrei aver bisogno di cacciarmi su il mio elmetto da "mentalità di crescita".

Nel mio ultimo test di spagnolo, che mi è andato molto male, mi sono detta in classe: "Oh mio Dio, la mia vita è finita… E adesso cosa faccio?" La mia compagna si è girata, ha dato un’occhiata al mio test e mi ha chiesto: “Quanto hai preso?”. Visto l’umore del momento le ho risposto seccata: “Non ne voglio parlare!”. So che probabilmente non ho ferito i suoi sentimenti, ma sono sicura che ha pensato che sono stata poco carina con lei.

Più tardi, quella sera, quando sono tornata a casa e ho iniziato i miei compiti, ho deciso di fare le correzioni del test di spagnolo. Dopo averle finite mi sono detta: “Wow, ho utilizzato una mentalità di crescita!”. Dopo di che, ho pensato che poteva essere una buona idea riguardarmi libretto dei test un’ultima volta, anche se non mi era stato assegnato come compito. Era la prima volta quest’anno che utilizzavo un’indicazione che avevo ricevuto nelle lezioni di Scienze-Salute e Benessere. Sinceramente ero orgogliosa di me stessa.

Qualche giorno dopo il mio incidente nel quiz di spagnolo ho avuto una serata molto impegnata. Mi stavo destreggiando tra una partita di hockey su erba, allenamenti di calcio e altri compiti di scuola da fare. Questa situazione non è insolita per la mia vita, ma mi trovavo in uno stato d’animo particolarmente pigro. Avevo venti problemi di matematica da completare e stavo per collassare perché erano sulla proprietà distributiva! Ci metto secoli a fare ‘ste robe!

Così ho lasciato i compiti di matematica per ultimi, anche se questa è una delle peggiori cose che abbia mai fatto! Quando l’ho iniziata e mi sono resa conto di quanto ci mettevo a fare un singolo problema, ho calcolato quanto ci avrei impiegato a farli tutti. Volevo proprio sapere quanto ci avrei messo. Ho concluso che ci mi ci voleva un’ora e mezza. E’ stato in quel momento che il mio Sé già infelice ha avuto un piccolo crollo nervoso. Avevo completato fino a quel momento dieci problemi, solo dieci problemi!

Mi sono precipitata allora come una furia fuori dalla mia stanza a lamentarmi con i miei genitori. Dopo aver raccontato loro la questione nella maniera più tragica che potevo, mi hanno detto di provare a finire e che avrei dovuto scrivere due righe al professore di matematica. Non era una brutta idea, così sono andata avanti e ho finito altri cinque problemi. A quel punto ne avevo fin sopra i capelli della matematica, allora ho scritto due righe sotto il compito e ho detto: “Eh, quindici problemi su venti, niente male, no?”

Ho finito per consegnare il compito così come era, annotazione compresa. Naturalmente mi rendo conto ora che è stata una pessima idea. In quell’occasione ho avuto una mentalità fissa e nulla l’avrebbe cambiata in quel momento. Avrei dovuto tentare di finire e avrei dovuto scrivere qualcosa di più cortese o avrei dovuto parlare con il prof. di persona.

Immagino che avere avuto una mentalità di crescita in un’ occasione non significa che l’avrò sempre. Su questo ho bisogno di lavorare.

Grazie per avere letto questa lettera. Pensavo che l’ultimo anno delle medie sarebbe stato facile, avendone già fatti due e tutto il resto. Ho pensato che avrei brillato quest’anno e che i "dieci" sarebbero fioccati a mazzi. Ma "Don’t worry!", il fatto che il percorso sia bello tosto, non significa che per me questo non possa comunque essere l’anno per eccellere.

Con affetto

Ellie"

Traduzione a cura di Chiara Gorla

L’articolo originale, in inglese, è reperibile al seguente indirizzo:

http://community.mindsetworks.com/blog-page/home-blogs/entry/just-a-little-observation

Tag(s) : #Growth Mindset, #Learning, #Teens, #CLIL, #Brainology™, #Mentalità di Crescita
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